Vai al contenuto
Inspiring Managers Everyday

Natale e tradizione, un risultato che si gioca in poche settimane

Luca Casaura, CMO — Bauli

In Bauli il Natale si gioca in poche settimane, ma si prepara con più di un anno di anticipo. Luca Casaura spiega perché non tocca una strategia quando il problema è l'esecuzione, come priorizza fra brand e paesi, e perché il budget resta in gran parte sulla televisione.

«Un manager per me si definisce come una persona che prende decisioni.»
Minuto 0:33
Business53 min
Intervista diMarta De Vivo
Luca Casaura in conversazione negli studi Hirooks

Al play il player arriva da youtube-nocookie.com: Google riceve il tuo indirizzo IP, anche fuori dall'Unione Europea.

Cookie policyGuarda su YouTube

Luca Casaura è arrivato al marketing per caso — ha studiato altro, pensava di fare qualcos'altro nella vita — e in più di vent'anni è passato dai detersivi allo yogurt, dallo yogurt alle crociere, fino al marketing del gruppo Bauli. Dice due cose che di solito non convivono: che si considera abbastanza analitico e va a cercare le spiegazioni nei numeri, e che dà molta importanza alla bellezza, un valore che ritiene spesso trascurato nel suo mestiere. Quello che tiene insieme le due estremità è un principio unico: non esiste una strategia perfetta, quindi la differenza la fa l'esecuzione. E lo mette alla prova su un business in cui il risultato dell'anno si legge in poche settimane, fra dicembre e gennaio.

In sintesi

Non esiste una strategia perfetta, perché il mondo esterno cambia: per Casaura un'esecuzione eccellente di una strategia imperfetta porta più risultati di una strategia quasi consulenziale eseguita male. Quando un progetto fallisce per come è stato eseguito, la strategia non si tocca e non si rende più facile: ci si rimbocca le maniche.

Non si cambia una strategia perché non si è stati capaci di eseguirla

Casaura mette il tempo che serve nella scrittura di una strategia — il check for negative, tutti sulla stessa barca — e poi accetta che non sia perfetta: in Bauli hanno fatto di recente piccoli ritocchi, perché esiste un mondo esterno che cambia e rende certi obiettivi più o meno raggiungibili. Il punto in cui diventa rigido è un altro. Quando il mancato successo di un progetto deriva da una scarsa esecuzione, e dice che spessissimo è così, la strategia non si riguarda: non la si rende più facile perché non si è stati capaci di eseguirla. Ci si rimbocca le maniche e umilmente si esegue bene quello che si era detto di fare.

Il Natale si prepara un anno prima, e lo stress arriva solo se non l'hai fatto

Tutti pensano che per Bauli il periodo complicato sia novembre e dicembre. Per il marketing, a quel punto, quello che c'era da fare è già fatto: il percorso per arrivare al Natale dura più di un anno, e la Pasqua dell'anno prossimo l'hanno chiusa pochi mesi fa. Il peso dell'esecuzione si sposta sulla forza vendita e sulla logistica. Quello che resta è il verdetto: citando Pozzetto, quando arriva, arriva, e a fine gennaio l'azienda ha già l'idea chiara di com'è andato l'anno. Da qui la sua lettura dello stress: le persone vanno in stress quando sanno di non aver preparato tutto al meglio. Se hai curato ogni dettaglio, resta l'attesa del risultato.

Si priorizza anche per la motivazione dell'organizzazione, non solo per l'impatto

I criteri sono due, e il secondo è quello che quasi nessuno dichiara. Il primo filtro è il business: non i progetti più facili né quelli con l'impatto di breve termine più alto, ma quelli coerenti con la strategia, che nutrono il brand nel medio termine e la crescita, geografica o di categoria. Il secondo nasce dalla fase di cambiamento abbastanza radicale che il gruppo sta vivendo: se un progetto dà linfa vitale a un gruppo di manager o a un paese che oggi conta poco ma crescerà, Casaura lo priorizza comunque, anche senza un impatto immediato sul business. Perché tutta l'organizzazione deve avere la motivazione di seguire l'obiettivo finale.

Di efficienza si può anche morire

Le applicazioni dell'AI che funzionano davvero sono le meno sexy da raccontare: operation, logistica, intelligence. Nel marketing la promessa è produrre tantissimi contenuti in fretta e a basso costo, e qui arriva l'avvertimento — di efficienza si può anche morire, perché una comunicazione efficiente costa poco ma deve anche essere efficace. L'iper-targettizzazione muove poche persone e banalizza: il cellulare rosso venduto a chi ama i cellulari rossi. Quello che si perde è il fil rouge della narrativa di marca, e con esso i tre elementi che rendevano riconoscibile una pubblicità: il key visual, il key audio — il crack del Magnum, il rumore di una bottiglia stappata sul ghiaccio — e il codice colore. Il codice colore lo spiega con un esempio: se sei lilla, i tuoi film devono essere lilla.

La televisione resta il mezzo più economico per la copertura che serve

La categoria è consumata per circa il 55% da persone con più di 55 anni e per oltre il 75% da persone con più di 45: vale anche per le merendine, che uno immaginerebbe per bambini. Il Natale si gioca tutto in un mese, quindi bisogna parlare a una marea di gente in pochissimo tempo, e le coperture che fa la televisione in poco tempo non le fa nessun altro mezzo, a un costo per contatto più basso. Coca-Cola ha una top of mind altissima e basta vederla una volta; le merendine vanno raggiunte più volte, quindi servono coperture a più tre, a più cinque. Con una copertura televisiva dell'80% di quel target e una penetrazione mensile intorno al 10%, restano settanta punti da andare a cercare.

/ Newsletter /

Iscriviti alla nostra newsletter.

Analisi e insight operativi. Zero spam, un'email al mese.

Richiedi un confronto